Mare Piccolo, un film su Taranto
lunedì, 29 settembre 2008
SEGALAZIONE
Iniziano oggi le riprese di “Mare Piccolo” di Alessandro di Robilant, prodotto da Marco Donati per Overlook Production e Rai Cinema, con la partecipazione di Apulia Film Commission, Provincia di Taranto, Comune di Taranto e Taranto Film Commission.
Scritto da Andrea Cotti e Leonardo Fasoli, a partire dal libro “Stupido” scritto dallo stesso Cotti e pubblicato da Rizzoli, il film è interamente ambientato a Taranto (sei le settimane di lavorazione), nel quartiere Paolo VI, zona sud della città, stretto tra la sagoma velenosa dell’ILVA e il profilo liquido del “Mare Piccolo”. Strade dissestate, bus che non passano mai, case prefabbricate. Inutile cercare librerie, farmacie, centri commerciali, negozi: non c’è niente, e quel poco che c’è – bar, alimentari, officine meccaniche – è abusivo e illegale.
Qui, in questo quartiere al limite, vive Tiziano (l’esordiente Giulio Beranek). Anche lui è un ragazzino “al limite”: a scuola ci va poco e male, ha una famiglia piena di problemi, fa lavoretti per il boss locale Tonio (il tarantino Michele Riondino), e sogna soltanto di andarsene via.
Per lui il futuro sembra segnato, ancora di più quando finisce al carcere minorile. Ma Tiziano non è solo: ci sono la guardia carceraria De Nicola (Giorgio Colangeli), la professoressa d’italiano Costa (Valentina Carnelutti), la sua ragazza Stella (Selenia Orzella), Lucia, la sua sorellina e Maria, sua madre (Anna Ferruzzo).
Nessuno, neanche il padre Franco apparentemente lontano ed ostile (è Nicola Rignanese, diretto al cinema da Antonio Albanese in Uomo d’acqua dolce), è disposto a rinunciare, tutti vogliono credere che Tiziano abbia una possibilità. È questa umanità dolente, buffa e contraddittoria che cercherà di salvarlo. Tra scelte difficili, tradimenti e riappacificazioni, “Mare Piccolo” è un racconto di dolore e amore nella città “dei due mari”.
1 commento a “Mare Piccolo, un film su Taranto”
Puoi lasciare un commento, sottoscrivere il feed RSS o inviare un trackback.



io ho vissuto a Taranto dal 90 al 95, figlia di una tarantina,e moglie di un tarantino e ho una infinita’ di parenti. taranto e’ una citta’ splendida ma e’ anche piena di contraddizioni, dove a gente molto benestante ubicata in posti tipo vle Magna Grecia, ci sono persone che vivono con poco se non addirittura di stenti, Salinella, paolo sesto ,tamburi. Ma non e’ diversa da molte altre citta- mi dispiacerebbe se questo film dovesse dare di Taranto la solita immagine di solo degrado, Taranto e’ anche altro. Insomma non vorrei fosse un seguito di Gomorra e vari altri film del genere.